Un format di pura improvvisazione teatrale che non racconta, ma accade.
Harold non ha una forma riconoscibile, ma vive delle connessioni della mente di gruppo: un labirinto di associazioni, visioni e reincorporazioni che esplora il momento presente nella sua imperfezione.
Tutto inizia con una parola, una sola, che si espande fino a diventare un flusso di coscienza condiviso tra palco e platea, tra caos e struttura.
Qui le immagini e le relazioni non si sforzano di costruire una trama: diventano storie solo se siamo disposti a riconoscerle.
Coordinamento registico a cura di Claudia Gafà
Ci vediamo a teatro!